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Storia della Riserva

La Riserva Naturale Regionale della Val Rosandra è stata istituita con L.R. 30.9.1996 n. 42, art. 52.

È riconosciuta come area protetta nell'Elenco nazionale delle aree protette italiane e come Sito di importanza comunitaria (SIC IT3340004) e Zona di protezione speciale (ZPS) nell'ambito della rete Natura 2000.

Il 2 ottobre 2006 viene stipulato un apposito Accordo di programma tra la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e il Comune di San Dorligo della Valle - Dolina con il quale il Comune diventa Ente gestore della Riserva.

La Convenzione tra il Comune di San Dorligo della Valle - Dolina e la Regione FVG, così come previsto dall'articolo 31 della L.R. 30.9.1996 n. 42, che disciplina le modalità di gestione della Riserva Naturale Regionale della Val Rosandra viene stipulata il 7 dicembre 2006.

Con decreto pres. della regione n 0376 del 27/10/2005 viene emesso il Regolamento della Riserva Naturale Regionale della Val Rosandra, che risulta non applicabile in molti punti, inoltre non contempla alcun coinvolgimento del Comune come organo gestore. Il 3 marzo 2006 viene emessa una circolare applicativa della Regione in cui si conferma la non applicabilità di alcuni punti del regolamento.

La riserva interessa la parte sudorientale della Provincia di Trieste e si estende poi oltre il confine con la Slovenia nel territorio del comune di Hrpelje - Kozina. La Val Rosandra rappresenta un collegamento naturale tra il mare e l'entroterra ed è stata da sempre utilizzata per i traffici commerciali. Pertanto è importante per le sue caratteristiche di interesse archeologico e paleontologico (la Caverna degli Orsi dell'epoca preistorica, i Castellieri di Monte S.Michele e del Monte Carso dove sono tuttora visibili i resti del muro di cinta), di interesse storico (con i resti dell'acquedotto romano, fonte di approvvigionamento per la città di Tergeste nel I° secolo, con i ruderi del castello di Moccò e delle costruzioni alle risorgive di Moganjevec), di interesse religioso (con la chiesetta di S.Maria in Siaris del XVI secolo ed il suo antico sentiero d'accesso), di interesse sociale (con i due mulini caratteristici all'inizio della valle e nel borgo storico di Bottazzo; con i Centri Culturali nelle varie frazioni del Comune ed i Centri Giovanili, punto di riferimento per iniziative didattiche), di interesse sportivo (con attività che vanno dal semplice escursionismo all'equitazione, ma soprattutto con grandi strutture naturali di interesse speleologico e alpinistico note a livello internazionale, tanto che già negli anni Trenta del nostro secolo il famoso alpinista Emilio Comici organizzò nella valle i primi corsi di alpinismo).

Ma a questi valori storici e culturali si associa quello ambientale, mantenuto inalterato dalle tradizioni e dall'amore della popolazione locale per la natura che li circonda. La Val Rosandra, infatti, oltre ad essere dimora di specie caratteristiche sia animali che vegetali, offre difatti uno spettacolo unico con i suoi diversi ambienti: la landa carsica sul monte Stena, le pinete di pino nero, il profondo solco che incide l'altopiano carsico con le sue rupi, i ghiaioni con le specie vegetali termofile, l'ambiente montano di tipo illirico con la sua vegetazione endemica condizionata dall'azione della bora, le pareti verticali e la forra del torrente Rosandra - Glinščica con il suo ambiente acquatico che costituisce un habitat raro. Oltre alla presenza di crostacei ed invertebrati caratteristici di ruscelli di montagna, la presenza del corso d'acqua e le caratteristiche rupestri dell'ambiente determinano condizioni favorevoli per gli animali, in special modo per anfibi e rettili rappresentati rispettivamente da 6 e 12 specie (45% dell'erpetofauna regionale). La variabilità di ambienti all'interno del Parco condiziona in modo positivo la diversità delle specie d'uccelli, in transito o semistanziali, nonché di grandi rapaci diurni e notturni. Per quanto riguarda i mammiferi, frequentissimo è il capriolo, grazie all'incespugliamento in atto, ma non mancano roditori e canidi, come volpi o sciacalli, o qualche ospite indesiderato come i cinghiali semi domestici. Singolare è la presenza di numerose specie di gran pregio tra i pipistrelli (Chirotteri), tanto da adottare questo animale come simbolo della Riserva Naturale Regionale della Val Rosandra.